venerdì 1 aprile 2011

Più pancia, meno testa


Noi carpisti spesso non afferriamo molte occasioni a causa di un piccolo difettuccio: ragioniamo sempre sulla base di approcci standard e usiamo poca fantasia. Preferiamo lasciarci guidare dall’esperienza e dalle tecniche “classiche” dimenticandoci di quanto, a volte, possa essere vincente seguire i suggerimenti della pancia. Prendiamo come esempio la pesca nei grandi laghi. L’approccio più o meno è questo: si trova una postazione sulla base degli spostamenti stagionali delle carpe o delle informazioni che abbiamo a disposizione, si scandaglia la zona cercando sempre gli scalini, le buche, le secche, i vecchi letti di fiumi e le zone a fondale duro, si cala la lenza (raramente la lanciamo) aiutandosi con l’ecoscandaglio e si pastura coprendo un’ampia superficie soprattutto con palline di grosse dimensioni, perché quelle piccole non vanno bene a causa della minutaglia. Questi “passi” standard hanno fatto e faranno catturare ancora migliaia di carpe ma non vincono sempre. Noi non ce ne rendiamo conto perché siamo troppo pigri per metterli in discussione.

lunedì 21 marzo 2011

Lanca di Cà del Conte: le foto


Non capita molto spesso che pescatori appassionati di diverse discipline si trovino tutti d’accordo. Eppure questa domenica è successo: Carp Fishing Italia, Spinning Club Italia, Ledgering & Barbel Fishing Italia e Fipsas Lodi - Apssl hanno messo da parte le loro differenze e sono scese in campo per fare del bene all’ambiente, lungo le sponde della lanca di Cà del Conte, una delle più belle e frequentate dell’Adda. I volenterosi erano più di cinquanta e hanno raccolto una quantità impressionante di bottiglie di vetro e di plastica, di lattine, di cartacce e di sacchetti. E non si sono tirati indietro nemmeno davanti a rifiuti “particolari” come barche distrutte, lavandini, siringhe, bidoni di ferro, una lavatrice e, addirittura, accessori da mobilio. Oggetto più curioso: una pistola giocattolo parzialmente sotterrata. La manifestazione, a cui ha partecipato con grande entusiasmo e con molta voglia di fare anche il sindaco di San Martino in Strada, si è conclusa con un buon rinfresco: per una giornata i pescatori hanno messo da parte le differenze con grande umiltà per mandare un importante messaggio di tutela ambientale. Un primo passo fondamentale per riallacciare i rapporti e proseguire sul cammino della collaborazione e degli obiettivi comuni. Perché il futuro della pesca non passa solo da canne, mulinelli ed esche, ma dal rispetto del bene più prezioso per un appassionato: l’acqua.

Ciccando qui sotto (su Read More...) si possono vedere alcune foto della giornata di pulizia. L’album completo si trova in questo link: Mio album Picasa. 

lunedì 7 marzo 2011

Idroscalo: amarcord chiuso nel guscio


Mi scuso in anticipo. Non è affatto mia intenzione risultare noiosamente scontato, inutilmente romantico, fastidiosamente melenso, ma non posso fare a meno di mettere nero su bianco alcuni pensieri che vanno molto di moda. Lo so bene, è come accodarsi a un carrozzone e la cosa non mi piace. Tuttavia, l’esperienza amarcord che ho vissuto ieri mi ha lasciato qualche “spina”. E ne devo parlare per esorcizzarne il fastidio. Tutto comincia da qui: dopo dieci anni sono tornato all’Idroscalo.



Reginetta dell'Idroscalo, aprile 2001

Non c’entrano gli enduro, le gare, le manifestazioni. L’ultima pescata fatta me myself and I all’Idroscalo risale all’aprile 2001. La ricordo bene perché si concluse con la cattura di una carpa mignon che mi ha fatto dannare l’anima per portarla a riva. In questo periodo della mia vita in cui me ne stanno succedendo di tutti i colori mi sono aggrappato alle cose belle, e tra queste ovviamente ci sono i ricordi: come è calda e rassicurante la sensazione del “già vissuto”! E così ho fatto un salto negli uffici della Provincia di Milano, ho chiesto il tesserino Idropark per il 2011 e da quel momento è iniziato nella mia testa una specie di tormentone: tornerò a pescare all’Idroscalo. A questo punto entra in gioco il pescatore che è in me. Non mi va assolutamente di andare a casaccio. Posso certamente fare affidamento sulle esperienze passate, ma sono datate e ormai forse prive di qualsiasi valore. Conosco abbastanza bene spot e strategie vincenti nelle gare, mi rendo conto però che sono ovviamente inapplicabili nelle sessioni giornaliere. Purtroppo non ho nemmeno contatti con qualcuno che ci peschi abitualmente: l’Idroscalo è uno spot che nella mia sede (quasi) nessuno frequenta e – diciamocela tutta – è abbastanza snobbato da noi baùscia, perché non ci possiamo fare la notte, non possiamo mettere le tende e, soprattutto, non è così facile prendere le carpe grosse. Aggiungiamoci poi che non ci è consentito metterci dove vogliamo a causa di un regolamento molto restrittivo e abbiamo il risultato: un bacino potenzialmente generoso ma non sfruttato a dovere. Faccio allora l’unica cosa che un “pescatore modello” può fare: un giro, anzi due, di perlustrazione.

giovedì 3 marzo 2011

20 marzo 2011, tutti a Cà del Conte


L'appuntamento è per le 8.30 di domenica 20 marzo 2011, presso la località Cà del Conte a San Martino in Strada: muniti di stivali, guanti e sacchetti puliremo le sponde di un tratto di fiume Adda caro a molti pescatori. L'evento, a cui parteciperà anche il mio club (Gruppo Ambrosiano Carp Fishing, sede 166 di Cfi), è importante non solo perché permetterà di togliere l'immondizia da un autentico paradiso per chi pratica la pesca sportiva, ma soprattutto perché vede per la prima volta la collaborazione tra appassionati di diverse tecniche: quelle "moderne" (carp fishing, quindi, con la partecipazione delle sedi di Carp Fishing Italia, ledgering, con LBF Italia, e spinning, con Spinning Club Italia) e quelle "classiche" (rappresentate da Fipsas e A.P.S.S.L.). L'auspicio è che questo sia il primo passo per instaurare rapporti sempre più duraturi tra le associazioni che rappresentano tecniche - quindi interessi - diversi, unite però da un'unico obiettivo: il benessere delle acque e dei loro abitanti. Dobbiamo esserci!

giovedì 24 febbraio 2011

Il Po è lento


Già. E il Ticino è rock. Non nell’accezione del Celentano nazionale: qui si parla della consistenza e del guizzo dell’acqua. L’uno, il Po, è il papà. L’altro, il Fiume Azzurro, è il figlio birbantello. Il saggio elefante e l’aggressivo ghepardo. L’animo gentile ma deciso contro il carattere imprevedibile e sempre fumino. Il grosso suv e la scattante city car. L’armonia del piano di Allevi e gli assoli ubriacanti di Malmsteen. Due fiumi così diversi, il Po e il Ticino. Il primo scorre placido e ti chiedi come possa spostare quell’imponente massa d’acqua con tale silenzio. I gorghi e i giri d’acqua emettono lievi fruscii che sembrano piccoli impercettibili gemiti. Quando ne contempli le sponde, senti i canti e i versi degli uccelli, non il rombo della corrente. Anche quando l’acqua cambia velocità: te ne accorgi per la lieve increspatura in superficie, non per l’attrito più tagliente sulle sponde. Il Ticino è diverso. È nervoso, vuole farti sempre sentire che c’è. La corrente è impetuosa, accarezza le pietre e i ciottoli con violenza, curva, scava buche, mangia le rive senza pietà. Quando lui cambia marcia, tu prima lo senti. E solo in un secondo momento lo vedi. L’eremita e il ragazzaccio: li accomuna la nostra impotenza davanti all’acqua che scorre. Davanti a una natura aspra, che si ama o si odia per quello che è: il fiume.